Come progettare il proprio impianto rinnovabile sfruttando incentivi e superbonus 110%

Con il decreto Mise arrivano ulteriori incentivi all’autoconsumo collettivo e alle comunità energetiche rinnovabili: ecco agevolazioni e percorso per realizzare il proprio impianto “green”.

L’ultimo tassello è arrivato con il decreto del Mise che ha rafforzato il sostegno dell’ autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche da fonti rinnovabili, vale a dire la condivisione tra produzione di energia e fabbisogno puntando sulla vicinanza tra l’impianto di produzione da fonti rinnovabili e il luogo di consumo.

Gli incentivi previsti

Con il decreto Mise firmato dal ministro Stefano Patuanelli martedì 16 settembre è stato ulteriormente potenziata la promozione dell’autoconsumo e delle comunità energetiche che già erano state incentivate con il decreto Rilancio. L’energia prodotta attraverso impianti rinnovabili (la cui taglia, però, non deve superare i 200 kilowatt di potenza), anche tramite l’impiego di sistemi di accumulo, ha infatti diritto a una tariffa incentivante, di durata ventennale e gestita dal Gestore dei servizi energetici, pari a 100 euro per megawattora per le configurazioni di autoconsumo collettivo (per esempio, i condomini) e di 110 euro per megawattora per le comunità energetiche rinnovabili.

L’assist del superbonus 110%

Già con il decreto rilancio, come detto, sono stati introdotte delle forme di incentivo nonché la cumulabilità con il superbonus 110% entro certe soglie. Il provvedimento ha infatti stabilito che per i condomini che realizzano una comunità rinnovabile l’esercizio di impianti fino a 200 kW non costituisce «attività commerciale abituale». In pratica, la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile (fotovoltaico ma non solo), contestuale alla realizzazione degli interventi coperti dall’agevolazione prevista dal governo, può accedere al superbonus per i primi 20 kilowatt (ma comunque fino ai 200 kW previsti dal Milleproroghe), mentre per la potenza residua la detrazione è quella ordinaria del 50 per cento.Il tutto, però, entro una spesa massimo di 96mila euro per l’intero impianto.

Fonte: il Sole 24 ore

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